Al giorno d’oggi si sente spesso parlare di indipendenza affettiva. Ma, sappiamo davvero di che cosa si tratta? Purtroppo, a volte si parla di cose importanti senza dargli il giusto peso, e questa è una di quelle volte. Le persone che soffrono di dipendenza affettiva si ritrovano a vivere una vita infelice, perché vivono i rapporti in modo sbagliato.

D’altronde, se si parla di rapporti tossici, un motivo ci sarà. Ed è proprio questo: la dipendenza affettiva nuoce alla salute delle persone, che vivono la propria relazione come il rapporto che intercorre tra l’eroina e l’eroinomane.

In sostanza, arrivano ad un punto dove la dipendenza prende il sopravvento, e tutto il resto inizia a contare sempre di meno. Ecco perché in questi casi bisogna capire cos’è l’indipendenza affettiva e, soprattutto, come poterla raggiungere. L’amore deve essere libero, non una dipendenza.

Il pericolo delle dipendenze affettive

Come anticipato, la dipendenza affettiva è una condizione infelice in cui si ritrovano le persone che iniziano a vivere in modo erroneo il proprio rapporto di coppia. Questo, chiaramente, non succede in modo consapevole, altrimenti nessuno sceglierebbe questa strada.

Quello che succede, purtroppo, è che a volte si finisce per amare troppo una persona, e quel forte desiderio di amore e unione diventa come una vera e propria droga. La metafora dell’eroinomane, infatti, non è casuale.

Chi fa uso di sostanze stupefacenti raggiunge l’apice della felicità quando le ha a disposizione, ma che cosa succede quando rimane senza? Subentrano le crisi d’astinenza. E così, nello stesso modo, la dipendenza affettiva si trasforma in una sofferenza continua e senza via d’uscita.

Ecco perché, come dicevamo, le dipendenze affettive rientrano in quei rapporti che ad oggi vengono definiti “tossici”. Ma, qual è il motivo per cui si diventa dipendenti affettivi? In realtà, le ragioni possono essere diverse, ma in linea generale, chi diventa dipendente del partner e del rapporto cerca di compensare le carenze affettive del passato.

I partner dei dipendenti affettivi

Ora, ci si potrebbe domandare chi sono i partner che instaurano una relazione con persone così fragili e, allo stesso tempo, problematiche. Quest’ultima parola non deve essere intesa come un insulto, perché la dipendenza affettiva è una forma patologica d’amore.

In ogni caso, è bene sottolineare che, nella maggior parte dei casi, il dipendente affettivo cerca partner che, a loro volta, hanno altre problematiche. Questo perché, il dipendente, ha come unico scopo quello di curare ogni male con tutto il suo amore, la sua attenzione ed il suo essere premuroso.

E qui ci colleghiamo ad un altro grande pericolo della dipendenza affettiva: il non essere in grado di lasciar perdere. Chi si porta dentro questa sofferenza non può accettare di non riuscire a “salvare il partner”, anche quando capisce che la relazione abbia dei tratti malsani.

É il caso dei narcisisti, per esempio. Ma anche dei codipendenti, che insieme pensano di essere al riparo da ogni pericolo perché vivono il loro amore sotto ad una campana di vetro. Oppure, la dipendenza affettiva può manifestarsi nel momento in cui la persona nel centro del mirino non abbia altri interessi.

Ecco che, in questi casi, chi soffre di dipendenza affettiva si ritrova nella situazione ideale. D’altronde, il dipendente è abituato a ricevere poco amore, e quindi finisce per accontentarsi delle briciole. In sostanza, preferisce donare se stesso ad un falso amore piuttosto che mettersi alla ricerca di un amore autentico, perché nella sua visione comporta meno rischi.

Come avviarsi verso l’indipendenza affettiva

Tutto quello che abbiamo visto sin ora non è semplice da “digerire”. Parliamo di situazioni molto delicate che interessano tanto problematiche individuali quanto relazionali. Tuttavia, ogni problema ha la sua soluzione, per quanto in questo caso non sia semplice.

Il primo passo da compiere, infatti, è quello di rendersi conto di essere all’interno di una relazione malsana e di avere sviluppato la dipendenza affettiva. Insomma, bisogna iniziare a guardarsi con occhi più razionali ed oggettivi, e non è facile.

Successivamente, è opportuno iniziare a parlare di questa situazione con gli amici ed i famigliari, ma anche con uno psicoterapeuta. In questo modo si potrà esternare il malessere e, allo stesso tempo, effettuare un lavoro di analisi per comprenderne il motivo, le radici e lo sviluppo.

Molto spesso, chi inizia questo percorso dovrà guardarsi dentro e affrontare la storia del suo trascorso famigliare, che ha influito tanto sulla vita privata quanto su quella relazionale. Allo stesso tempo, però, la psicoterapia è utile per andare a lavorare sui sintomi della dipendenza affettiva, apportando quindi una normalizzazione delle emozioni (senso di vuoto, paura dell’abbandono, crisi ecc.).

Inoltre, nel lavoro verso l’indipendenza affettiva si andrà ad esplorare tutto ciò che riguarda i propri desideri, i propri bisogni, su cui il dipendente non si è mai soffermato più di tanto. Questo è molto utile per capire che non c’è necessariamente bisogno di un’altra persona per sentirsi gratificati della propria vita.

Durante questo percorso il dipendente riuscirà a rinforzare la propria autostima ed autenticità, ma anche tutte le emozioni che riguardano i rapporti umani. Insomma, il punto è che la dipendenza affettiva va curata attraverso un percorso lungo e che, molto spesso, risulta essere anche faticoso.

Tuttavia, parliamo di una scelta in grado di migliorare la propria qualità di vita, la percezione che si ha di se stessi ed anche il rapporto con gli altri. Riprendendo quello che abbiamo detto all’inizio: l’amore deve essere libero, non una dipendenza.

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