Tutti abbiamo paura di qualcosa, tutti. C’è chi ha paura dei ragni, chi dell’altezza, chi di rimanere solo, chi di non riuscire a raggiungere i propri obiettivi e chi, invece, di aprirsi con gli altri. La paura è qualcosa che, nella maggior parte dei casi, è incontrollabile, e che soprattutto ci dà poco spazio di reazione.

Tuttavia, ci sono paure che sono più pesanti di altre e che possono arrivare a compromettere la qualità della vita. Una di queste è proprio la paura di aprirsi con gli altri, argomento che tratteremo nel dettaglio all’interno della guida di oggi.

La paura di soffrire

Il principale motivo per cui alcune persone hanno difficoltà ad aprirsi è la paura di soffrire. D’altronde, un qualsiasi rapporto umano, e non solo una relazione amorosa, si basa sullo scambio di idee, sulla conoscenza l’uno dell’altro e, con il tempo, anche su una certa confidenza.

Tutto questo, però, è possibile solo se siamo in grado di aprire cuore e mente a chi abbiamo di fronte. A volte, però, questo non avviene. Ci si sente paralizzati e si crede che evitando di esporsi si possano ridurre le probabilità che vengano a crearsi situazioni spiacevoli o di sofferenza.

In altre parole, la solitudine diventa un porto sicuro, una “casa” all’interno della quale ci si sente protetti da ogni male. Insomma, è molto più facile rimanere delusi da qualcuno che conosciamo o a cui vogliamo bene piuttosto che da noi stessi, no?

Ed ecco che, dietro a questo meccanismo di autodifesa, nasce la paura di aprirsi con gli altri.

L’insicurezza e la paura del giudizio

Oltre alla paura di soffrire, il timore di “mettersi a nudo” di fronte a qualcuno può essere dettato anche da una scarsa autostima e dalla paura del giudizio altrui. L’insicurezza, infatti, è in grado di corrodere il nostro modo di pensare, di agire e di affrontare le situazioni portandoci a diventare vittime di noi stessi.

Se pensiamo di valere poco, di non essere all’altezza o di non essere abbastanza, non avremo solo paura di aprirci con gli altri, ma avremo problemi in ogni sfera della vita. Allo stesso tempo, l’insicurezza ci porta ad essere in balia degli altri.

“Che cosa penserà di me?”. “E se poi faccio una brutta figura?”. “Meglio che io non parli di cos’è successo ieri, mi prenderebbero per pazzo”. L’insicurezza ci porta a dare un enorme potere a chiunque incroci il nostro cammino. Il problema è che tutto questo “potere”, glielo stiamo dando noi agli altri.

Ma, se lo meritano davvero? Vale la pena di vivere chiusi in se stessi per paura di che cosa pensa o dice la gente?

Il timore di rivivere brutte situazioni

Infine, si può avere paura di aprirsi con gli altri per ciò che è successo in passato. Ognuno di noi è il risultato del suo vissuto e delle sue esperienze, sia quelle positive che negative. Tuttavia, quando si vivono eventi traumatici, si fa di tutto per difendersi e per evitare di ricascarci.

Solitamente, quando si sviluppa il timore di aprirsi verso gli altri, si parla di eventi riconducibili a dei rapporti malsani che ci hanno portato a vivere situazioni, stati mentali ed emotivi molto provanti. Ed ecco che, come dicevamo prima, per evitare che possa risuccedere ci si chiude in se stessi, al riparo dal mondo esterno.

A cosa può portare la paura di aprirsi con gli altri

Purtroppo, a niente di buono. L’uomo è un essere sociale, che vive di rapporti, che tende a creare gruppi e che instaura nuove relazioni. Di conseguenza, vivere con la paura di aprirsi con gli altri, diventerà, con il passare del tempo, motivo di una forte solitudine.

Quest’ultima, lì per lì, potrebbe essere aggradante e piacevole, ma nessuno ha realmente il desiderio di vivere da solo al riparo da qualsiasi contatto umano. Si tratta, come abbiamo visto sopra, di un escamotage per proteggersi dal dolore a cui si crede di essere esposti.

Tuttavia, questo modo di relazionarsi diventa un circolo vizioso: meno ci si apre con gli altri, meno si ha voglia di farlo e meno si è portati a farlo. Questo, come potrai immaginare, ha un impatto negativo anche sulle relazioni amorose, che forse rappresentano i rapporti per eccellenza dove, per conoscersi, è necessario aprirsi con l’altro.

Nel peggiore dei casi, la paura di aprirsi con gli altri potrebbe trasformarsi nella paura di amare (filofobia). Quest’ultima impedisce di dare e ricevere amore, ma soprattutto agisce in modo subdolo. Difatti, non ricevendo amore (per scelta propria) si è comunque portati a pensare che la causa della propria sofferenza siano gli altri.

Come combattere la paura di aprirsi con gli altri

Sconfiggere le proprie paure non è mai facile. Bisogna mettersi in discussione, porsi interrogativi, andare alla ricerca dell’evento scatenante ed essere risposti a rischiare. Prima di tutto questo, però, per cercare di eliminare la paura di aprirsi con gli altri è importante capire qual è il motivo o la causa per cui ne stiamo soffrendo.

Come abbiamo potuto vedere nel corso di questo articolo, le principali cause possibili sono tre:

  • Ho paura di soffrire, di rimanere deluso, di non ricevere abbastanza
  • Temo il giudizio degli altri e per questo faccio fatica a parlare di me, dei miei pensieri o delle mie opinioni
  • Ho vissuto delle situazioni che mi hanno portato a pensare che riducendo i contatti con gli altri sarei stato più al sicuro

In ogni caso, la paura di aprirsi con gli altri è dettata da altra paura. Per poterci lavorare, però, è importante che tu definisca la tua causa, l’evento che ti ha condotto a rimanere chiuso in te stesso con l’idea di proteggerti. In altre parole, devi prendere consapevolezza del tuo vissuto, delle tue emozioni e “quantificare” la paura che provi all’idea di aprirti con gli altri.

Certo, non è semplice, specie perché quando si parla di se stessi è difficile essere oggettivi, ma questo è un passo essenziale per cercare di migliorare la tua situazione. Quando avrai le idee più chiare, infatti, potrai capire in che modo lavorare su te stesso, facendo un passo alla volta, e senza pretendere che le cose cambino dall’oggi al domani.

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