Oggi ti voglio parlare della simbiosi in amore, nonché quello stato di fusionalità totale che interessa i due partner del rapporto. Un rapporto che “da fuori” sembra essere perfetto ed idilliaco, ma che in realtà porta con sé un grande malessere.

Il problema, però, è che come spesso avviene, questo malessere non è direttamente percepito da chi lo vive. Ecco perché è importante che tu sappia riconoscere una relazione simbiotica, così da non cascarci dentro.

Questi rapporti, infatti, non solo sono nocivi, bensì anche pericolosi nel momento in cui finiscono. Come vedremo, i due partner diventano una cosa sola, e come tale, è impensabile che un giorno possa scindersi.

Tuttavia, neanche una relazione simbiotica è esente dalla possibilità che finisca. E quando succede, ecco che per i due partner diventa estremamente difficile riuscire a riorganizzare la propria vita. Vediamo nel dettaglio di che cosa si tratta e perché è molto meglio instaurare un rapporto basato sull’equilibrio del “io do a te, e tu dai a me”.

Alla scoperta del rapporto simbiotico

Come anticipato, oggi vedremo da che cosa si caratterizza una relazione simbiotica. Iniziamo subito con il dire che, per quanto questo termine venga spesso inteso con estrema dolcezza, complicità e romanticismo, la verità è che questi lati positivi sono veri solo in parte.

Vivere in simbiosi, infatti, non significa amarsi più di quanto non facciano le altre coppie. Il motivo che spinge le persone a credere che sia così è che le coppie che vivono in simbiosi sembrano quelle perfette, prive di problemi e durevoli nel tempo.

D’altronde, il rapporto simbiotico è quello che prevede l’annullamento delle personalità dei due amanti. Questa estrema e completa fusione si evidenzia sotto diversi aspetti, al punto che i due partner arrivano ad avere le stesse opinioni, gli stessi interessi e gli stessi desideri.

Questo, quindi, presuppone che la coppia si ritrovi molto raramente a litigare o a discutere, perché è come se entrambi i partner avessero a che fare con il prolungamento della propria persona. Nel rapporto simbiotico, ogni differenza viene annullata per dare spazio alla fusionalità.

Questo “processo”, nella maggior parte dei casi avviene durante la fase dell’innamoramento (da non confondere con l’amore). Qui, infatti, i due partner hanno molta voglia di passare del tempo insieme, di trovare il modo per fare le cose insieme, si abbandonano a momenti di tenerezza ed effusioni, e sognano un futuro insieme idilliaco, roseo e romantico.

Ecco perché quando ci si trova di fronte ad una coppia così si tende a parlare di rapporto simbiotico. Questo, però, non succede a tutte le relazioni. Molto, infatti, dipende da chi sono le persone che costituiscono la coppia, come è nata la storia, qual è il passato dei due partner e altre sfaccettature.

In sostanza, quindi, vivere in simbiosi significa annullare la propria personalità diventando un tutt’uno. E per quanto ci si possa soffermare sull’aspetto prettamente romantico, in realtà ci si trova di fronte ad una evoluzione malsana del rapporto.

Simbiosi in amore? No grazie.

Lo scenario che abbiamo descritto poco fa, per certi versi potrebbe quasi suscitare un senso di invidia: “Beati loro che riescono a vivere così la propria storia d’amore, significa che si amano davvero”. Questo, però, non è del tutto vero.

Dopo la fase dell’innamoramento, infatti, dovrebbe succedere un’evoluzione sana del rapporto, che non prevede l’assoluta fusionalità dei due partner, bensì il loro singolo riconoscimento. Amarsi e condividere tutto non è un male, ma lo diventa nel momento in cui i due membri si riconoscono solo all’interno della coppia.

Questo perché, dall’altra parte, rimanere “integri” significa avere l’occasione di poter dare qualcosa all’altro e, allo stesso tempo, significa anche poter ricevere. Se, invece, si viene a creare una relazione basata sulla riflessione di se stessi nell’altro partner, viene meno anche tutta la parte costruttiva del rapporto.

Vivere in simbiosi è un atteggiamento che appartiene a due persone che, seppur innamorate, mostrano anche un certo livello di immaturità. Ecco perché, quando parliamo di amore, dobbiamo necessariamente escludere il rapporto simbiotico.

Amarsi significa anche accettare le differenze del partner, cosa che, invece, nella relazione simbiotica non avviene proprio perché non vi sono differenze. In un rapporto sano e maturo ci si rispetta a vicenda e si permette all’altro partner di esprimersi sotto ogni punto di vista (pensiero, credenze, potenzialità, esigenze).

La fusione della simbiosi, invece, esclude tutto questo, poiché si viene a creare un rapporto di dipendenza reciproca. Inoltre, bisogna tenere presente che nel rapporto simbiotico c’è sempre un partner più forte ed uno più debole. Questo, senza entrare troppo nei dettagli, significa “mettere in ginocchio” la persona più debole, privandola della sua libertà e mettendola in una condizione di dipendenza assoluta.

Come contrastare una relazione simbiotica

Giunti a questo punto non ci resta che vedere come poter evitare di vivere un rapporto basato sull’annullamento della propria personalità. La cosa più importante è cercare di ritagliarsi degli spazi per se stessi, vivendo dei momenti, delle passioni o degli interessi senza condividerli con il partner.

Questo è utile per riuscire a mantenere la propria “dimensione” evitando di perdersi nell’altro partner. Inoltre, vivere degli spazi in modo personale è utile anche per conoscere se stessi e per accrescere la propria personalità.

In questo modo si riuscirà sia ad avere una relazione sana, sia a mettersi nell’ottica di poter basare il rapporto su uno scambio equo di dare e ricevere. Il modo di stare bene insieme c’è, ma non è quello di annullarsi nella persona che abbiamo al nostro fianco. Prima di poter amare qualcun altro, è necessario saper amare se stessi.

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